Siamo intorno all' anno 1000. Finalmente le ribellione dei contadini contro il re despota ha avuto una svolta: sul campo di battaglia lo stesso sovrano e' caduto e il suo erede, il principe Einon, e' rimasto ferito gravemente a causa di un incidente fortuito. Portato cosi' in una grotta da sua madre, la regina Aislinn, e dal suo precettore Bowen, un forte e nobile cavaliere votato agli alti ideali dell' Antico Codice, il ragazzo viene salvato dalla meta' del cuore donato dal drago che abita al suo interno, dopo aver giurato che la tirannia e la sete di sangue sarebbero state per sempre sepolte. Einon si dimostra pero' con il passare degli anni despota molto piu' malvagio dello stesso defunto padre e Bowen, credendo che proprio il cuore del drago abbia avvelenato Einon, giura di dare la caccia alla creatura per il resto della sua vita.



Dodici anni dopo, Bowen ritorna al suo paese natale ma ormai l' onore e l' Antico Codice sono solo un sbiadito ricordo che hanno lasciato il passo a rassegnazione e rabbia. Insieme al frate e scrittore Gilbert il cavaliere trova finalmente l' ultimo drago rimasto, ma dopo una gloriosa battaglia che ne sancisce l' uguale forza, i due decidono di allearsi per reciproco vantaggio: il cavaliere in ogni villaggio attaccato dal drago fingera' di ucciderlo intascando la ricompensa, mentre Draco (questo Ť nome dato da Bowen al drago), creduto morto, sara' lasciato in pace dagli altri cavalieri che vogliono farsi un nome con la sua morte. I due vivono cosi' alla meno peggio, ma la visita alla tomba di Re Artý e l' incontro con la bellissima Kora, figlia del capo della passata rivolta, danno la svolta alla storia. Scoperto che Draco era il drago che aveva salvato l' attuale re, e scoperto che Einon aveva tradito fin da piccolo la sua fiducia, Bowen, ritrovando finalmente il suo antico onore e la sete di giustizia, Kora, Gilbert e Draco si alleano per sconfiggere la tirannia del sovrano, consapevoli pero' che il destino del drago e di Einon sono indissolubilmente legati...



Splendide le locations. Il film e' stato interamente girato in Slovacchia, decisione presa in pre-produzione per contenere il budget, ma la scelta e' stata comunque felice visto che il clima medievale e' stato reso alla grande con tipici scorci caratteristci del luogo quali castelli, laghi, campi di grano, ecc. Buona la prova del cast, soprattutto in virtu' del fatto che in molte scene era costretto a recitare davanti a un drago inesistente e immaginario, una novita' per quei tempi. Nota positiva per il Cattivo con la C maiuscola David Thewlis, veramente trememendo, per tutto il film non si puo' non odiarlo, rendendo la sua interpretazione veramente di spessore. Nota negativa invece per l' elemento di piu' famoso del cast, una Julie Christie svogliata e scialba che non si e' calata nella sua parte in modo convincente. Veramente ottima la musica, veri concerti sinfonici da poter magri ascoltare senza i dialoghi e i suoni d'ambiente, ma questa possibilita' ci e' purtroppo, si fa per dire, preclusa dal DVD. Naturalmente sappiamo che in questo film gli effetti speciali e il drago fanno da padroni ... ma non a torto! Per la prima volta sulle schermo cinematografico (e ora sui nostri amati widescreen :) un personaggio e' INTERAMENTE creato e animato al computer per tutti i sui ventisettesette minuti di apparizione. Il risultato e' stupefacente! Il drago, somaticamente modellato sul volto di Sean Connery che gli da la voce nella versione originale, e' magnifico, imperioso e VIVO come meglio non potrebbe essere. Ogni sua apparizione cattura letteralmente lo spettatore, il confine tra finzione e realta' e' abbattuto e Draco acquista un anima sembrando veramente fare parte del cast. Grande merito all' ormai mitica ILM ma soprattutto al passionale regista Rob Cohen che, si puo' vedere nel making-of, aiuta a definire nel giusto modo ogni gesto, ogni sguardo, ogni parola per rendere Draco il piu' reale possibile, con le sue paure, la sua rabbia, le sue emozioni. Anche la voce e' importante e qui Gigi Proietti, doppiatore della versione italiano, fa il miracolo: si perde il tono pieno e molto caldo di Connery ma, almeno secondo me, si acquista molto in termini di passionalita' nel diagolo e nell' esposizione dove Proietti da la giusta drammaticita' nei tristi monologhi del film rendendoli molto sofferti e veri. Putroppo ci possiamo lamentare della poca interazione tipica fisica tra il drago e gli altri personaggi tipica di queste produzioni e non semplici da realizzare: scene infatti come l'abbraccio tra Bowen e Draco sotto la pioggia di Avalon presente nella sceneggiatura originale avrebbe reso il film ancora migliore.



Infine la storia, anche se semplice e lineare (la lotta tra il bene e il male) nasconde pero' delle interpretazioni, piccole e grandi. In primis, finalmente, non troviamo traccia della classica e scontata relazione d'amore tra l'eroe di turno e la bella femmina (anche se lasciarsi scappare quel bel pezzo di figliola di Dina Meyer e' veramente un peccato :), si lascia cosi' campo libero alla splendida storia di amicizia vera e sincera tra un Bowen e Draco. Il drago infatti per il suo aspetto mostruoso e' sempre stato visto negli altri film e cartoni animati come incarnazione del male ma qui il tabu' viene giustamente abbattuto mostrandoci che il male si puo' nascondere dappertutto e di non basarsi sull' apparenza. Inoltre, cosa veramente importante anche se non sembra, il tema della morte, e della vita dopo la morte, aleggia sulla storia. Anche se il film non spinge su questo tasto pesantemente comunque il fulcro della storia e' basato sulla ricerca della giustizia, delle giuste gesta che portano all' agoniato traguardo, al paradiso, azioni e opere che danno un senso alla vita e quindi alla morte. Cose non banali quindi ma profonde, quasi religiose, che magari sotto sotto, piano piano, spingano anche a noi a dare il meglio di noi stessi per una giusta causa, qualsiasi essa sia.